"Il tempo non è reale.
Se ti sembra lungo, vuol dire che è lungo, se ti sembra breve, è breve, ma quanto sia lungo o breve in realtà,
non lo sa nessuno. Non era punto avvezzo a filosofare, eppure sentiva il bisogno di farlo.
Joachim era contrario.
Che dici? Ma no.
Se lo misuriamo! Abbiamo orologi e calendari, e quando passa un mese, è passato per me, per te e per tutti.
Sta attento disse Castorp e si portò persino l'indice accanto agli occhi cupi. Quando ti provi la
temperatura un minuto è lungo come sembra a te, Vero? Un minuto è lungo... un minuto dura quel tanto
che la lancetta dei secondi impiega a compiere un giro. Ma impiega tempi molto diversi... per il nostro
sentire! In effetti... dico, in effetti ripeté Castorp, premendo l'indice contro il naso cosí forte da spostarne
la punta quello è un movimento, un moto nello spazio, no? Un momento, aspetta! Noi dunque misuriamo
il tempo con lo spazio.
Però è lo stesso che voler misurare lo spazio col tempo... come fanno coloro che di scienza non
s'intendono.
Da Amburgo a Davos ci sono venti ore... già, con la ferrovia.
Ma a piedi quant è? E col pensiero? Nemmeno un secondo. Senti un po' disse Joachim che cos'hai? Mi
pare che qui da noi ti comincia a girare... Taci! Oggi ho il pensiero acuto.
Che cosa è mai il tempo? domandò Castorp spingendo in fuori la punta del naso con tanta forza che
diventò bianca ed esangue.
Me lo sai dire? Lo spazio lo percepiamo coi nostri organi, coi sensi della vista e del tatto.
Bene.
Ma quale è l'organo del tempo? Me lo vuoi indicare? Vedi, ora sei con le spalle al muro.
D'altronde come facciamo a misurare una cosa della quale, a rigore, non sappiamo dire niente di niente,
indicare nemmeno una qualità? Noi diciamo: il tempo trascorre.
Sta bene, lasciamolo trascorrere.
Ma per poterlo misurare...
Ecco, per essere misurabile dovrebbe trascorrere uniformemente, e dov'è scritto che lo fa? Per la nostra
coscienza non lo fa, noi per motivi di ordine superiore poniamo soltanto che lo faccia, e le nostre misure, scusami, sono soltanto convenzionali..." (cap. 3)
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venerdì 31 maggio 2013
lunedì 6 maggio 2013
I Raggi X
Probabilmente una delle più strabilianti scoperte in ambito fisico-chimico, i Raggi X si rivelarono prodigiose anche in ambito medico poco più tardi.
1913 H. G. J. Moseley trova la relazione fra lunghezza d’onda delle linee di emissione X e numero atomico. Egli osserva anche che nell’ottone le righe del rame sono più intense di quelle dello zinco. Si gettano così le basi per l’analisi qualitativa e quantitativa della spettrometria a raggi X.
1913 W. D. Coolidge introduce il filamento caldo nel tubo a scarica; ha origine il progenitore dei moderni tubi a raggi X.
1913-1921 M. Siegbahn misura le lunghezze d’onda degli spettri X degli elementi chimici
1922-1923 Compton osserva una componente diffusa di raggi X con lunghezza d'onda più lunga; Scattering Compton.
1922.1923 Compton ossserva la riflessione totale dei raggi X ad incidenza radente indicante che l'indice di rifrazione è leggermente inferiore ad 1.
1923 D. Coster e G. von Hevesy scoprono l’afnio, il primo elemento ad essere identificato attraverso il suo spettro X.
1924 W. Soller costruisce uno spettrometro a raggi X usando un collimatore a fogli metallici paralleli.
1924 Carrara suggerisce di usare reticoli di diffrazione per studiare spettri X.
1926 Compton e Doan sono i primi nell'ottenere tali spettri X.
1928 H. Geiger e W. Muller sviluppano il rivelatore a gas.
1946-1947 Prima osservazione della radiazione di sincrotrone.
1948 Nascita dell'astronomia a raggi X.
1951 Primi esperimenti con inserzione di dispositivi per radiazione di sincrotrone.
1961 Prime sorgenti a plasma.
1965 Prime zone plates ad alta risoluzione.
1984 Prima dimostrazione di laser XUV.
1994 Inaugurazione della sorgente europea di radiazione di sincrotrone ESRF(European Synchrotron Radiation Facility).
Una più dettagliata cronologia è presente nel sito http://www.science.unitn.it/~fisica1/raggi_x/storia/storia1.htm
1913 H. G. J. Moseley trova la relazione fra lunghezza d’onda delle linee di emissione X e numero atomico. Egli osserva anche che nell’ottone le righe del rame sono più intense di quelle dello zinco. Si gettano così le basi per l’analisi qualitativa e quantitativa della spettrometria a raggi X.
1913 W. D. Coolidge introduce il filamento caldo nel tubo a scarica; ha origine il progenitore dei moderni tubi a raggi X.
1913-1921 M. Siegbahn misura le lunghezze d’onda degli spettri X degli elementi chimici
1922-1923 Compton osserva una componente diffusa di raggi X con lunghezza d'onda più lunga; Scattering Compton.
1922.1923 Compton ossserva la riflessione totale dei raggi X ad incidenza radente indicante che l'indice di rifrazione è leggermente inferiore ad 1.
1923 D. Coster e G. von Hevesy scoprono l’afnio, il primo elemento ad essere identificato attraverso il suo spettro X.
1924 W. Soller costruisce uno spettrometro a raggi X usando un collimatore a fogli metallici paralleli.
1924 Carrara suggerisce di usare reticoli di diffrazione per studiare spettri X.
1926 Compton e Doan sono i primi nell'ottenere tali spettri X.
1928 H. Geiger e W. Muller sviluppano il rivelatore a gas.
1946-1947 Prima osservazione della radiazione di sincrotrone.
1948 Nascita dell'astronomia a raggi X.
1951 Primi esperimenti con inserzione di dispositivi per radiazione di sincrotrone.
1961 Prime sorgenti a plasma.
1965 Prime zone plates ad alta risoluzione.
1984 Prima dimostrazione di laser XUV.
1994 Inaugurazione della sorgente europea di radiazione di sincrotrone ESRF(European Synchrotron Radiation Facility).
Una più dettagliata cronologia è presente nel sito http://www.science.unitn.it/~fisica1/raggi_x/storia/storia1.htm
La medicina nei francobolli
Le immagini dei francobolli sono sempre state significative per il periodo in cui sono stati creati. Questo è un ottimo indizio per la ricostruzione di un periodo storico. In campo medico sono celebri i francobolli rappresentanti i premi Nobel per la medicina. Ma vorrei mostrare alcuni francobolli molto più rari e pieni di valore storico.
Il francobollo italiano dedicato alla scoperta dei Raggi X
La scoperta del chinino in Ruanda. Salvò migliaia di vite umane
Dedicato alle cure ai mutilati durante la guerra di Jugoslavia
venerdì 12 aprile 2013
L'importanza del disegno
Una svolta nell'ingegneria avviene quando si comincia a perfezionare il disegno (come Villard de Honnecurt suggerisce nel suo Taccuino). Questo, in realtà, è quello che avviene anche nella medicina. Entrambe le svolte avvengono grazie ad un solo ma geniale uomo! Leonardo da Vinci, infatti, fu un ingegnere abilissimo, ma la sua abilità più grande fu proprio quella appresa nella bottega del Verrocchio. Il disegno gli diede la possibilità di ritrarre molto fedelmente i fenomeni naturali che quindi risultavano più facilmente riproducibili artificialmente. Anche nel campo della medicina il disegno si rivelò un'importante risorsa. I suoi disegni anatomici sono ben noti ai giorni d'oggi per la loro eccezionale precisione anche nei più piccoli dettagli. I suoi disegni fecero fare un enorme passo in avanti alla chirurgia e all'intera pratica medica.
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Il medico nel '300
Una figura da prendere come riferimento se si vuole parlare di medici nel XIII secolo è sicuramente Guido da Vigevano. Egli, infatti, oltre ad essere un brillante medico era un fisico ed inventore italiano. Oggi viene ricordato per la sua opera più rilevante, il Texaurus regis francie in cui egli mostra un'avanzata conoscenza ingegneristica delle macchine dell'epoca. In particolare egli disegna accuratamente le macchine da guerra e descrive brevemente il loro funzionamento. L'opera non ha la funzione di nozione ingegneristica, piuttosto punta a soddisfare l'interesse e la curiosità di un lettore inesperto.
sabato 6 aprile 2013
Un brillante e giovane ingegnere si stupisce e ha l'occasione di acquisire un'ingente quantità di conoscenza. Questo dovrebbe essere normale per un uomo di scienza. Tuttavia il giovane Hans resta meravigliato della sua immensa ignoranza in materia di vita. Egli non conosce niente della vita! Questa situazione fa riflettere. Anche per gli studenti di oggi è così? Probabilmente è peggio! Uno studente (in teoria già preposto all'apertura mentale e all'ampliamento della sua cultura) di ingegneria del XXI secolo è completamente immerso in un corso di studi molto complesso e impegnativo. Questo è organizzato in modo che, al termine della laurea magistrale, un INGEGNERE sia pronto ad entrare nel mondo del lavoro. Purtroppo ci si dimentica spesso che prima di essere ingegneri si è umani! Per questo motivo credo che una disciplina come "Storia della Tecnologia" sia molto utile in un corso di laurea come quello di ingegneria ad aprire le menti e ad ampliare le conoscenze dei giovani che un giorno saranno i pilastri della società.
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